dipinti su tela

Per i manufatti lapidei è molto importante valutare l’ambiente in cui sono collocati e il rapporto che hanno con esso, per poter comprendere al meglio i fattori di degrado.

Quest’ultimi possono essere differenziati in: attacchi biodeteriogeni, deposito di sporco come pulviscolo atmosferico e/o incrostazioni, presenza di zanche e malte, tecnica di assemblaggio delle varie parti che compongono l’opera.

Le indagini chimico-fisiche sono molto importanti per scoprire ed analizzare la tipologia di biodeteriogeni ed il grado di interazione che le croste nere hanno avuto con il materiale costitutivo durante il processo di carbonatazione; questo permetterà poi di poter decidere con sicurezza l’intervento migliore da eseguire.

L’esecuzione di piccoli carotaggi permette di stabilire la natura del materiale costitutivo ed il suo livello di aggregazione.

La pulitura in funzione della natura e delle caratteristiche di spessore e solubilità dei materiali da rimuovere avviene in modo graduale, eliminando prima le sostanze meno resistenti, affrontando poi le stratificazioni sottostanti, in modo da recuperare la superficie senza comprometterla. Progressivamente viene ristabilita  la coesione delle parti disgregate o polverizzate che vengono progressivamente portate alle luce con l’avanzare della pulitura.

Per esigenze statiche, di protezione ed estetiche, vengono a volte eseguite stuccature e integrazione di parti mancanti.

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